Al Carlo Felice András Schiff in concerto con “Die Kunst der Fuge BWV 1080” di Bach

GENOVA – Per la stagione 2024/2025 della Giovine Orchestra Genovese lunedì 2 dicembre al Teatro dell’Opera Carlo Felice il pianista András Schiff si esibirà nel concerto “Die Kunst der Fuge BWV 1080” di Johann Sebastian Bach. Nicola Ferrari presenterà e introdurrà l’evento alle 19:30 nella Sala Paganini.
Nell’ultimo quindicennio della sua attività Bach, forte dell’autorità conferitagli dalla sua fama e dalla protezione della corte elettorale di Sassonia e reale di Polonia, si disinteressò sempre più delle incombenze derivanti dal suo incarico di Cantor della Thomaskirche, ricorrendo per il servizio liturgico al riutilizzo di pagine precedenti e dedicandosi alla realizzazione di opere dal profondo valore speculativo, quali la terza parte della Clavier-Übung, le Variazioni Goldberg, le Variazioni canoniche BWV 769, l’Offerta musicale e l’Arte della fuga.
Con quest’ultima Bach intese mostrare come si potessero realizzare fughe, la massima espressione della scrittura contrappuntistica, partendo da un solo semplice tema (re, la, fa, re, do#, re, mi, fa, sol, fa, mi, re), che viene variato attraverso tutta una serie di procedimenti contrap- puntistici che affondano le loro origini nella tradizione fiamminga quattrocentesca. Troviamo quindi contrappunti per moto contrario (laddove le note del tema salgono qui invece scendono, per cui esso, a seguito degli opportuni aggiustamenti armonici, diviene re, la, do, mi, fa, mi, re, do#, la, si, do#, re), per aumentazione (il valore, cioè la durata delle note, è prolungato), per diminuzione (il valore delle note è ridotto), brani in cui il tema viene ornato in modo da renderlo quasi irriconoscibile, contrappunto doppio, contrappunto invertibile, tecniche che poi Bach intreccia tra loro. Culmine è la tripla fuga incompiuta articolata in tre sezioni che scaturiscono da temi contrastanti ma che vengono poi combinati. Il terzo di questi temi, secondo la notazione tedesca dove le note sono indicate dalle lettere dell’alfabeto, è B.A.C.H. (sib, la, do, si), posto quale firma dell’intero complesso. Nel manoscritto originale è indicata quale causa del non completamento dell’opera la morte dell’autore, ma studi più recenti tendono a dimostrare che in realtà Bach avesse accantonato il progetto, almeno momentaneamente, per dedicarsi ad altri, come il completamento della Messa in si minore. Nella prima edizione, pubblicata postuma nel 1751, per non lasciare sospesa l’opera, venne posto a suggello il corale organistico BWV 668, che secondo alcune fonti era stato dettato da Bach sul letto di morte, ma in realtà già composto in precedenza e poi più volte rimaneggiato.
Altri problemi che quest’opera solleva riguardano l’ordine dei brani, che differisce tra il manoscritto e la prima edizione postuma, e la mancanza di indicazioni concernenti l’organico. Essa è scritta in partitura, con cioè ogni voce disposta su un suo proprio rigo musicale, aspetto che la farebbe pensare concepita per un ensemble; ma spesso anche per gli strumenti a tastiera si usava tale modalità, come fece un secolo prima Frescobaldi con i suoi Fiori musicali. L’arte della fuga è stata pertanto eseguita con ogni genere di strumenti, ma c’è chi ha anche pensato che si tratti di un lavoro da leggere con gli occhi piuttosto che destinato all’ascolto, nonostante la bellezza musicale e il piacere estetico ed espressivo che può fornire anche all’orecchio.
Nicola Ferrari si è diplomato in composizione sotto la guida di Adriano Guarnieri. Insegna Letterature Comparate e Teoria della Letteratura all’Università degli Studi di Genova, occupandosi principalmente delle relazioni tra musica e letteratura. Collabora con il centro di ricerca Casa Paganini-Infomus e con la casa editrice san Marco dei Giustiniani, con la quale ha pubblicato la traduzione di testi di Gil-Albert, Morgenstern, Dunbar, Pérez Galdós e Desnos.
Sir András Schiff, nato nel 1953 a Budapest, ha iniziato lo studio del pianoforte a cinque anni con Elisabeth Vadász e si è formato all’Accademia Franz Liszt di Budapest e a Londra con illustri maestri.
Celebre per i recital pianistici, è noto per le esecuzioni integrali delle opere di Bach, Beethoven, Mozart e altri grandi compositori.
Ha fondato nel 1999 l’orchestra da camera Cappella Andrea Barca e collabora con orchestre come la Chamber Orchestra of Europe.
Attivo anche nella musica da camera, dal 1998 dirige la serie “Omaggio a Palladio” a Vicenza.
Insignito di numerosi riconoscimenti, tra cui la Medaglia d’Oro della Royal Philharmonic Society (2013) e il titolo di cavaliere dalla Regina Elisabetta II (2014), Sir András Schiff ha ricevuto premi come la Medaglia Bach (2022) e la Spilla del Festival di Salisburgo con Rubini (2023).
È cittadino onorario di Vicenza e membro onorario di prestigiose istituzioni musicali.
C.S.

Su Redazione
Il direttore responsabile di GOA Magazine è Tomaso Torre. La redazione è composta da Alessia Spinola. Il progetto grafico è affidato a Matteo Palmieri e a Massimiliano Bozzano. La produzione e il coordinamento sono a cura di Manuela BiaginiUltime Notizie
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