IL CIMITERO DELLE FONTANELLE PERDUTE

Viaggio alla scoperta delle sorgenti dismesse e abbandonate in diversi punti della città. Francesco Gastaldi, docente di Urbanistica: “Un patrimonio di memoria collettiva che andrebbe conservato”. Scopri dove si trovano nella galleria fotografica realizzata da GOA
GENOVA – A Napoli si chiamano “capuzzelle” e sono diventate nel tempo un luogo di culto ed attrazione turistica. Un ossario presente nel cuore di Rio Sanità dove in passato serpeggiavano corsi d’acqua e dove oggi ogni anno centinaia di appassionati e curiosi transitano per ammirare migliaia di teschi appartenuti alle vittime dell’epidemia di peste nel 1656 e di colera del 1836.
A Genova c’è invece un cimitero abbandonato di fontanelle dismesse e disseminate in diversi punti della città, dimenticate nel tempo e avvolte da ruggine ed erbacce dopo aver perso la funzione per cui un tempo erano state realizzate: erogare acqua potabile.

Fontanella Corso Carbonara
Francesco Gastaldi, docente di Urbanistica all’Università IUAV di Venezia, ha sviluppato uno studio approfondito sull’argomento e aiutato il nostro giornale a realizzare un reportage dettagliato circa l’individuazione dei diversi punti in cui si trovano gli scheletri di opere di indiscusso valore storico e pubblica utilità. <<Ci troviamo di fronte a vari livelli di degrado – spiega il Gastaldi -. Alcune fontanelle sembrano rotte e inutilizzate da moltissimi anni, pochissime quelle originali con il rubinetto a pomo (foto fontanella a Nervi, n.d.r.). Sembra che alcune siano state rese inutilizzabili dai titolari di alcuni bar ma sono soltanto ipotesi>>.
Quel che appare chiaro è che a prescindere dalla causa, atto vandalico o usura del tempo che sia, le autorità competenti nulla o poco hanno fatto negli anni per ripristinarne un decoro che oggi sembra ormai perduto. Non certo un buon biglietto da visita per chi intende rendere la città un polo turistico e attrattivo per migliaia di visitatori. <<Il fenomeno denota problemi di accesso all’acqua pubblica in molte zone della città, anche per animali domestici – sottolinea Gastaldi. – Non dimentichiamoci che le fontanelle sono un elemento di memoria collettiva che andrebbe conservato.>>

Fontanella in Salita di Oregina
La fontanella sulla passeggiata di Nervi (foto copertina), segnalata dai nostri lettori e corrosa dalla ruggine, è diventata un simbolo di incuria ed abbandono. Ma se ne contano a decine in diverso stato di degrado in diversi punti della città, segno dell’inesorabile scorrere del tempo e della negligenza degli enti competenti.
Ma sotto la lente d’ingrandimento del reportage figurano anche alcune pensiline alle fermate degli autobus, cartelli stradali e panchine, anch’esse in stato di abbandono. <<Diciamo che il tema dell’arredo urbano, strettamente connesso a quello della qualità degli spazi pubblici, dovrebbe tornare ad essere centrale, attualmente non lo è>>, conclude Gastaldi.
Per segnalare altre fontanelle dismesse scrivere a: redazione@goamagazine.it
Qui sotto la galleria fotografica relativa alle fontanelle dismesse in diversi punti della città.
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Su Tomaso Torre
Giornalista pubblicista dal 2003, è fondatore e direttore responsabile di GOA Magazine. Appassionato di arte, cultura e spettacoli ha collaborato per anni con diverse testate locali occupandosi di cronaca ed attualità, sport e tempo libero. “Ho sempre coltivato il sogno di realizzare un prodotto editoriale dinamico e fluido che potesse rispondere alle esigenze informative di un pubblico sempre più competente ed avanguardista”.Messaggi correlati
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